Cosa fai nella vita? Getto sassi nello stagno. Insomma, fai buchi nell'acqua? Certo, ma anche tante piccole onde.
Friedrich Nietzsche
Questa frase mi ha sempre colpito molto: ho sempre pensato che rappresenti molto bene ciò che sono e ciò che faccio. Sono proprio io.
E così, senza nemmeno rendermene conto, in uno svincolo particolarmente intricato della mia vita, le mie fotografie hanno cominciato a trasformarsi in immagini rotonde. Spesso cerchi concentrici, esattamente come avviene quando si getta una piccola pietra nel mare. L’acqua comincia a creare un movimento quasi ipnotico, dal centro alla periferia, fino a spegnersi.
Riguardando i miei primissimi esperimenti (qui sopra ne trovate due, in apertura dell’articolo), non si può non notare un elemento comune: la spirale.
Essendo stato per me un momento di vita molto complesso, davo a questa simbologia nascosta nelle mie fotografie, un significato negativo: una sorta di “arrotolamento” su me stessa. Una chiusura. Un rintanarsi, quasi una resa.
Finchè qualcuno che mi vuole bene mi ha detto: Roby ma lo sai cosa significa il simbolo della spirale?
Nel vasto panorama dei simboli, la spirale è una figura di straordinaria importanza, pieno di significati che attraversano la storia e la cultura umana. Fin dai tempi antichi, la spirale è stata utilizzata per rappresentare il cambiamento e il movimento, un fenomeno che si espande da un centro, producendo energia, fino a raggiungere orizzonti lontani. Questa forma geometrica non è solo un disegno, ma ci parla della vita stessa, nella sua costante alternanza di stabilità e dinamismo.
In natura, la spirale è onnipresente. A partire dal codice genetico del DNA umano, al movimento dei tornado, alle strutture delle conchiglie, o di verti vegetali.
Nella sua visione, Jung, il celebre psicoanalista, associa un movimento a spirale al processo inconscio nel suo avvicinandosi graduale ad un centro che rappresenta il Sé: processo che non è solo un viaggio di scoperta, ma anche di trasformazione, dove l’Io si confronta e si integra con le sue parti più profonde; una sorta di viaggio interiore verso la realizzazione di sé.
Le filosofie orientali associano spesso la spirale con il concetto di rinascita e il ciclo eterno della vita. Questa visione è riassunta nel simbolo del serpente Kundalini, avvolto su se stesso all’altezza dell’osso sacro. Quando l’energia latente si risveglia, si libera una forza vitale che porta a una nuova esistenza, simile al rinnovamento che avviene in natura.
E che dire della forma della spirale nell’arte: infiniti esempi! Dalle incisioni preistoriche alle tele di artisti come Van Gogh e Klimt, la spirale è diventata un elemento ricorrente che esprime bellezza e armonia.
E così alla fine, senza nemmeno rendermene conto ho scoperto che, quel periodo, che all’epoca ho vissuto come un rinchiudermi, un “arrotolamento” su me stessa, quasi un esilio, ha rappresentato per me un momento di ricerca e di evoluzione. E da quel momento, dai quei piccoli cerchi concentrici del sasso nello stagno, che così bene mi rappresentano, è nato il nome, il logo e tutto ciò che è e sarà “RISONANZE” FOTOGRAFICHE.