Risonanze fotografiche

Da quando ho cominciato ad immergermi nel mio mondo fotografico, creando una “realtà che non esiste”, molte persone hanno commentato le mie elaborazioni dicendo: “le tue foto sembrano uscite da una favola: si possono immaginare personaggi fantastici, luoghi magici, mondi incantati”.

(in effetti…in queste due possiamo vedere un anziano re delle favole, con barba e mantello dorato e una sorta di mostro marino che esce dalle acque. Non trovate?)

Tutto questo mi fa sorridere e mi dà la conferma che nulla è casuale nella vita. In tempi non sospetti, quando ancora non avevo la passione di elaborare le mie fotografie fino a stravolgerle completamente e farle diventare irreali, avevo un’altra passione: proprio quella della favola; in particolare ho studiato in modo approfondito il rapporto tra fiaba e musica, al punto che, oltre trent’anni fa, decisi di dedicargli la mia tesi. Oggi mi piace pensare che qualche stralcio di quel piccolo studio, realizzato con il mio professore di lettere e di storia della musica, possa essere d’interesse anche per qualcun altro.

E allora cominciamo da qui:

Da sempre, e in ogni luogo, le storie di animali, di dèi e di eroi, o anche di persone comuni, attraggono e affascinano ogni tipo di ascoltatore. Nel mondo occidentale, da almeno tre o quattro millenni, l’arte del fabulare è molto diffusa.

Conoscete la differenza tra FAVOLA e FIABA? Nel parlare comune usiamo questi termini in modo generico…ma non è così.

La favola è un genere letterario universale molto antico (Esopo, Fedro) che ha come protagonisti, in genere, animali che agiscono e parlano come gli uomini, rappresentandone i pregi ed i difetti (la volpe=astuzia; il lupo=prepotenza; la formica=laboriosità). Nelle pieghe della favola si nasconde un insegnamento sulla vita e sugli atteggiamenti degli uomini, la cosiddetta “morale”. Nelle favole gli alberi, i fiori, gli animali non sono solo scenario, ma si animano, prendono sembianze umane, si arricchiscono del linguaggio degli uomini, assumono i loro difetti e si caricano delle loro aspirazioni.

La fiaba, invece, racconta del comportamento umano nel mondo del fantastico e del magico. Qui personaggi e azioni sono resi possibili da situazioni magiche o prodigiose. La fiaba è il racconto fantastico per eccellenza, incredibile, assolutamente lontano da tutto ciò che è reale. Un po’ come le mie fotografie, come questa.

Foto realizzata da unfoto di partenza di un tramonto in bianco e nero

Le fiabe sono un genere d’arte antica quanto il mondo, tramandate oralmente dal più anziano al più giovane, da un popolo all’altro, nei racconti dei marinai, che dall’oriente delle Mille e una notte, toccavano i porti del mediterraneo, dei mercanti che si spostavano nelle fiere, dei soldati che si muovevano alla conquista di nuove terre, dei cantastorie che giravano da un Paese all’altro.

Sarebbe davvero un peccato se si perdesse l’abitudine di raccontare fiabe e favole ai nostri bambini, perché è proprio attraverso questi racconti che li aiutiamo a crearsi delle rappresentazioni simboliche riguardanti la realtà, se stessi e gli altri.

Modelli matematici ricorrenti e simbolici nella fiaba e nella favola

Studiando questo argomento così affascinante ho potuto notare come nella scrittura della fiaba o della favola si incontrino spesso alcuni modelli matematici simbolici, sia aritmetici che geometrici.

         ARITMETICI

  • IL NUMERO 2: opposizione estetica o morale (c’erano una volta due fratelli…, un padre aveva due figli)
  • IL NUMERO 3: tre sorelle (come in Cenerentola), tre fratelli, 3 prove da superare, tre enigmi ecc.
Rappresentazione del numero 2 e del numero 3 con una mia fotografia
Una rappresentazione del numero due e del numero tre attraverso una mia foto
  • IL NUMERO 7: corrisponde alla saggezza o al lavoro ben articolato e ben distribuito (Biancaneve e i 7 nani, Gli stivali delle sette leghe…)
  • IL NUMERO 10: corrisponde ad una grandissima quantità, ad una grande prova da superare, a qualcosa di i mponente, ciclopico, all’immensità

GEOMETRICI

  • IL CERCHIO: inganno, disillusione (il personaggio crede di uscire dalla foresta e invece gira in tondo, tornando al punto di partenza)
  • LE RETTE PARALLELE: due personaggi che ignorandosi a vicenda vanno nella stessa direzione
  • IL TRIANGOLO: regina cattiva-biancaneve-cacciatore; biancaneve-strega-principe; fratello buono-fratello cattivo-menestrello; Cenerentola-sorellastre(matrigna)-principe

E nella musica? Come si traduce il linguaggio simbolico di fiaba e favola?

Quello che mi ha affascinato di più, da musicista, è stato scoprire e poi studiare alcuni dei modi in cui la musica traduce i caratteri della fiaba ed il suo simbolismo.

Un’infinità di compositori hanno scritto intere opere ispirate a fiabe o a favole. Io avevo studiato in particolare Turandot di Puccini. Qui sotto vi consiglio l’ascolto del momento relativo ai TRE enigmi da risolvere.

Questo stretto rapporto tra le due arti genera una forma di musica a programma, o di musica a soggetto

Entriamo nel vivo e vediamo alcuni esempi del modo in cui la musica traduce i caratteri della fiaba:

L’INCANTESIMO, LA TRASFORMAZIONE, LA BACCHETTA MAGICA

Qui vedo proprio un grande collegamento con le mie foto: la TRASFORMAZIONE, infatti, è l’elemento fondamentale dellle mie fotografie. In musica invece, solitamente è la transizione da una tonalità ad un’altra tonalità, la cui tonica è superiore di un semitono alla tonica della tonalità precedente. Ovviamente non è l’unico modo, ma uno dei preferiti.

LA PAURA

  1. La paura che viene dal bosco: il timbro dei corni. In una scrittura pianistica il timbro dei corni si realizza con le armonie di quinte vuote, collegate talvolta da terze.
  2. La paura che viene dal buio di una stanza: note ribattute seguite da un disegno discendente cromatico.

IL BRUTTO DIVENTA BELLO: una melodia esposta da fagotti o contrabbassi, con ritmo aggressivo ed inquietante, si trasfigura nella stessa melodia esposta da violini, magari raddoppiati da flauti, con ritmo addolcito (ottenuto spesso con l’uso della terzina)

Il compito di tradurre in musica i caratteri tipici del mondo fiabesco è spesso affidato al particolare timbro di certi strumenti:

Celesta: trasparenza, assenza di peso, accompagna spesso la comparsa delle fate (per esempio nello Schiaccianoci di Tciaikovskij, “Danza delle fate confetto”)

Corno inglese: la lontananza, la distanza

Trombe: la regalità, il potere, il fasto della corte, la comparsa del re, gli annunci dei banditori ecc

Sonagli, campane: la comparsa di folletti o simili

Inoltre, per esempio in Pierino e il lupo di Prokofiev, il suono di alcuni strumenti è usato per caratterizzare alcuni animali: il Flauto per l’uccellino, l’Oboe per l’anatra, il Clarinetto per il gatto, i corni per il lupo (la paura di cui si parlava prima), timpani e tamburi per gli spari di fucile dei cacciatori.

Affascinante no?

Gli esempi sono tantissimi, qual è il primo che vi viene in mente?